Una storia a lieto fine, almeno per ora. Claudio Bonazza, 63 anni, senza una casa stabile da due anni e costretto a vivere in un camper ormai inutilizzabile, anche con problemi di salute, ha ricevuto un aiuto concreto. Una donazione anonima, arrivata tramite la Caritas, che gli permetterà di coprire due mesi di affitto in una struttura e affrontare altre spese necessarie per rimettersi in piedi. Bonazza, originario di Bologna, ha vissuto a Monza prima di trasferirsi a Desio, dove la precarietà economica lo ha costretto a trovare rifugio nel camper, oggi non funzionante. «Mi sento lusingato di tante attenzioni, che forse non merito neanche, c’è tanta gente più disgraziata di me – ha commentato – ma ben venga questo aiuto. Devo ringraziare la stampa, il Comune, mia sorella Katia, il sindacalista Michele Quitadamo, i miei unici amici e tutti coloro che mi hanno dato un piccolo, ma grande sostegno». Proprio Quitadamo, esponente dell’A.s.i.a. Unione Sindacale di Base (Usb) Monza e Brianza, è stato tra i primi a sollevare il caso, di cui abbiamo dato notizia prima di Natale attraverso il nostro settimanale, puntando il dito contro la mancanza di risposte strutturali al problema abitativo: «Spesso il buon senso arriva dai cittadini, mentre le istituzioni non sempre rispondono adeguatamente. Ci sono troppi alloggi vuoti, sia pubblici che privati. Serve un piano concreto per ridare dignità a chi si trova in situazioni difficili».
Dal Comune è arrivato nei giorni scorsi il gesto di generosità: «Nell’ambito della costante collaborazione tra i Servizi sociali e la Caritas cittadina, è stato possibile far giungere al signor Bonazza l’aiuto economico di un generoso concittadino desiano che desidera restare anonimo. Una persona ci aveva contattato a seguito della pubblicazione di un articolo su un quotidiano locale, mettendo a disposizione delle necessità del signor Bonazza una somma di denaro. Il Servizio sociale ha una consolidata esperienza nella presa in carico e nella cura di persone svantaggiate in collaborazione con lo Sportello d’ascolto Caritas; così si è pensato di coinvolgere Caritas sia per trasmettere il denaro dal donatore al beneficiario, sia per la realizzazione concreta del progetto di aiuto concordato con il signor Bonazza, grazie alla disponibilità di quel denaro. In questa occasione ci sembra giusto valorizzare il gesto di disinteressata umanità di chi ha donato e ha dimostrato attenzione verso chi si trova in una situazione difficile, senza chiedere nulla in cambio».