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By Eleonora Murero 26 Marzo 2024 In Cronaca

Ben venga la mappatura degli spazi, ma la riorganizzazione non dovrà penalizzare le associazioni

È partita la mappatura degli spazi per le associazioni da parte dell’Amministrazione comunale. La ricognizione del patrimonio comunale dovrà portare a ottimizzare gli immobili attualmente disponibili, valutando costi di gestione, la manutenzione dei diversi spazi, e il loro profilo giuridico-amministrativo. Le associazioni si sono dimostrate favorevoli all’iniziativa, anche se alcuni si domandano come verrà sviluppata concretamente, dopo che il 12 aprile saranno state consegnate tutte le domande. C’è chi ha nella propria sede attuale materiale di valore, che sarebbe difficile da mettere in condivisione o, per alcuni, l’idea di lasciare eventualmente l’immobile, dopo la valutazione del Comune, non sarebbe una soluzione ideale. Renato Merati, presidente del Gruppo micologico, ha detto: «Mi sembra un passo nella giusta direzione. Auspico che la collaborazione sia proficua e che vi sia un’armonia tra le parti che dovranno condividere la sede. Noi saremmo disposti a condividere la nostra sede, ma è fondamentale rispettare il patrimonio altrui, come, nel nostro caso, due microscopi di valore e una libreria con circa 150 volumi». Biagio Abruscato, presidente dell’Avis, ha affermato: «Spero che Avis possa mantenere la propria sede attuale, essenziale per il servizio col medico e gli eventi. È importante che nel valutare si tenga conto delle esigenze delle associazioni a tutto tondo». Astrid Stefanoni, presidente del Gruppo teatro Sonia Bonacina, ha aggiunto: «L’iniziativa del Comune è apprezzabile, purché però non vada a discapito delle associazioni che attualmente occupano in modo corretto gli spazi comunali. Noi però da anni chiediamo una sede più grande perché al momento proviamo in un locale molto ristretto nella palazzina di via Gramsci 12 e per di più condiviso con un’altra associazione (il Gad). Il nostro gruppo è composto attualmente da una quarantina di persone ed è in continua crescita, quindi gli spazi a nostra disposizione sono sempre più limitati. Senza contare che, come compagnia teatrale, abbiamo avuto la necessità di cercare altri spazi (messi a disposizione privatamente dai membri del Gruppo) per depositare oggetti, tessuti, costumi e per realizzare le scenografie». Per Stefanoni pertanto «tra gli aspetti migliorabili c’è sicuramente la mancata chiarezza nello spiegare i dettagli dell’iniziativa durante l’incontro organizzato a dicembre in sala Pertini: in quell’occasione, infatti, la maggior parte delle associazioni invitate non aveva capito che la manifestazione di interesse riguardasse anche gli enti che già occupavano una sede comunale e, inoltre, non è stato possibile conoscere i criteri specifici con cui l’ufficio Patrimonio avrebbe poi dato la precedenza a un’associazione piuttosto che a un’altra». Per Sergio Galbiati, presidente dell’Associazione Regala un Sorriso, forse non è nemmeno conveniente mantenere una sede: «Noi l’abbiamo, ma vorremmo tariffe più basse. Senza conoscere i nuovi costi in anticipo è difficile valutare come e se ci aiuterà questa riorganizzazione, intanto abbiamo risposto. Attenderemo poi il risultato». Per Fabio Motta, presidente del Coro città di Desio, è «legittimo che il Comune verifichi gli spazi della sua proprietà, con l’intento di dare risposta nel miglior modo possibile alle associazioni. Noi ci poniamo in maniera fiduciosa verso questa proposta. C’è solo timore per la nostra attività che ben si gestisce nello spazio di via Gramsci anche per la custodia dei materiali. Speriamo di non dover cambiare posizione. Vedremo in quale direzione questa Giunta sta andando nei confronti delle associazioni, anche alla luce delle risposte che si avranno da questa mappatura». Infine, Giovanni Galbiati, neo-presidente del Circolo fotografico desiano, si è detto favorevole «ma speriamo che si gestiscano gli spazi nel migliore dei modi. Noi abbiamo computer, proiettori e attrezzature costose, condividere sarebbe un problema. Dobbiamo ringraziare l’Amministrazione che, con i costi delle spese degli ultimi due anni ci è venuta incontro, e speriamo che anche questa riorganizzazione vada per il meglio».

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