«Avis è impegno, è dedicarsi agli altri». Avis Desio celebra quest’anno un traguardo importante coi suoi 75 anni nel volontariato e lunga storia di solidarietà e dedizione. Il 13 ottobre segna sempre un momento significativo per l’Avis di Desio, data in cui l’associazione festeggia il suo anniversario e quest’anno spegnerà proprio 75 candeline. È un traguardo importante, che riflette decenni di impegno, volontario e dedizione alla causa della donazione del sangue. Tutto è iniziato nel lontano 1949 grazie all’iniziativa del dottor Giulio Rossi di Desio. «Fondare l’Avis era una necessità che si è presentata nel secondo dopoguerra – ha ricordato Alberto Rossi, direttore sanitario dell’Avis per 35 anni e presidente per 7 anni – Mio padre, Giulio Rossi, ha creduto fermamente nella creazione di questa associazione per rispondere a un bisogno della società». Giulio Rossi è stato il presidente dell’Avis di Desio per ben 49 anni, ha guidato l’associazione attraverso molte sfide e successi, e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’Avis locale. Negli anni, la sede di Desio ha visto diversi presidenti, dopo Rossi, dal 1998 al 2003 c’è stato Angelo Brenna, a seguire Franco Cassamagnaghi dal 2003 al 2010, poi Alberto Rossi dal 2010 al 2017 per 7 anni) e, a tutt’oggi, da 8 anni (dal 2017), è presidente Biagio Abruscato. Oltre alla sua attività principale di promozione della donazione del sangue, l’Avis di Desio ha svolto un ruolo chiave nella comunità locale: «Dalla nostra sede sono nate altre associazioni, come l’Avis aziendale Autobianchi – ha aggiunto Rossi – Abbiamo anche instaurato un gemellaggio con l’Avis di Zugo, in Svizzera, ampliando così la nostra rete di solidarietà». Durante il 30esimo di fondazione è stato letto «Trent’anni di vita: dai 40 volontari che la fondarono nell’ottobre del 1949 la sezione di Desio dell’Avis è arrivata alle centinaia di oggi e alle migliaia che comprendono anche i Donatori occasionali, ai quali va il mio più sentito ringraziamento». Numerosi sono i simboli che ricordano l’impegno dell’Avis in città. Tra questi, una lapide commemorativa nel cimitero vecchio del 1969 e un monumento eretto nel 2009, che testimoniano il legame profondo tra l’associazione e la comunità locale. «Prima delle restrizioni delle attività derivate anche dalla pandemia, l’Avis organizzava regolarmente gite e visite culturali per i suoi membri e sostenitori. Erano momenti di condivisione e di coesione, che hanno contribuito a consolidare il legame tra i volontari». Nonostante le sfide e i cambiamenti nel corso degli anni, l’Avis di Desio continua a essere una presenza importante nella vita della comunità locale: «La nostra raccolta annuale di fondi avveniva tradizionalmente nella chiesa di Santa Maria in centro – ha spiegato Rossi – Abbiamo sempre cercato modi innovativi per coinvolgere la gente e promuovere la nostra causa». Eventi speciali come il campionato di Sci di Madesimo del 1979 hanno testimoniato il grande coinvolgimento dell’Avis come parte integrante della società di Desio. «Abbiamo sempre cercato di essere più di una semplice associazione. L’Avis è un impegno, è dedicarsi agli altri». Il riconoscimento dell’Avis è giunto anche dalle più alte cariche ecclesiastiche, con telegrammi inviati da Papa Paolo VI e Papa Francesco, che hanno elogiato l’impegno dei volontari nel promuovere la solidarietà e il bene comune con messaggi inviati personalmente. Mentre l’Avis di Desio si prepara a festeggiare il suo 75esimo anniversario, non resta con le mani in mano e guarda al futuro con speranza e determinazione: «Continueremo a servire la nostra comunità con lo stesso spirito di altruismo e dedizione che ci ha guidato per tre quarti di secolo – ha concluso Rossi – Lavorando insieme, possiamo fare la differenza nella vita di coloro che hanno bisogno». E, nei prossimi mesi, andremo a guardare più da vicino i momenti più significativi del gruppo.

9 Aprile 2024 In Storie