Un biglietto di sola andata, sette mesi dall’altra parte del mondo (dal 4 ottobre 2023 al 25 aprile 2024), a 16mila chilometri di distanza, per un’esperienza che ha lasciato il segno. Gabriele Patanè, 23 anni, nato a Catania e monzese d’adozione (ha frequentato l’Istituto Tecnico Industriale Hensemberger), ha deciso di partire per l’Australia con un visto Working Holiday, affrontando nuove sfide, scoprendo culture diverse e cambiando prospettiva sul futuro.
Prima di partire, sentiva il bisogno di mettersi alla prova e uscire dalla sua zona di comfort. Così è volato a Sydney, dove ha studiato inglese e lavorato in diversi settori: dai traslochi al catering, fino a un impiego come concierge in un hotel di lusso nei pressi dell’Harbour Bridge. Un’esperienza intensa, fatta di difficoltà iniziali ma anche di grandi soddisfazioni.
“All’inizio è stata dura: mi trovavo dall’altra parte del mondo, da solo. Nonostante fossi motivato, ho avuto bisogno di tempo per adattarmi. Poi, con l’inizio di un corso di studio, sono riuscito a impostare la mia routine e da lì ho vissuto tante esperienze arricchenti” ha raccontato.
Durante il soggiorno ha avuto l’opportunità di esplorare il Paese e visitare alcuni dei suoi luoghi più iconici, come Uluru e le Whitsundays. Dopo sette mesi di avventure, ha scelto di rientrare in Italia con un bagaglio di esperienze e una nuova visione del futuro.
Oggi vive a Roma, dove studia Relazioni Internazionali in inglese, un percorso che ha scelto anche grazie alla sicurezza acquisita durante l’esperienza australiana e alla sua prima laurea in Comunicazione.
“Sono molto soddisfatto della mia resistenza emotiva e della mia capacità di adattamento. Questa esperienza mi ha fatto crescere tanto, anche dal punto di vista professionale: ti rende poliedrico. Ho incontrato persone di ogni parte del mondo – europei, arabi, coreani – ed è stato molto arricchente” ha raccontato.
Sempre più giovani scelgono di trascorrere un periodo all’estero per studiare, lavorare e crescere personalmente. Per Gabriele, questa esperienza ha rappresentato una svolta, non solo a livello lavorativo, ma anche umano.
“Ho già consigliato a molti di partire, soprattutto a chi non sa ancora cosa fare dopo una laurea triennale. Non è un’esperienza per tutti: devi essere intraprendente e metterti in gioco. Ma se hai voglia di crescere e affrontare nuove sfide, è l’esperienza per eccellenza. Ti arricchisce, ti mette alla prova, e la multiculturalità diventa parte della tua vita. Io ci tornerei volentieri… in vacanza!” ha concluso.